Risonanza magnetica cardiaca nelle aritmie: quando è utile

Risonanza magnetica cardiaca nelle aritmie: quando è utile

Risonanza magnetica cardiaca nelle aritmie: quando è utile? La risonanza magnetica cardiaca può essere utile quando un’aritmia non sembra un disturbo isolato del ritmo, ma può essere il segnale di una malattia del muscolo cardiaco, come una cardiomiopatia, una miocardite, una fibrosi, una cicatrice o un danno miocardico non ancora chiarito.

Non tutte le aritmie richiedono una Cardio RM. Palpitazioni, extrasistoli o tachicardie vengono valutate con visita cardiologica, elettrocardiogramma, Holter ed ecocardiogramma. La risonanza magnetica al cuore entra nel percorso quando il cardiologo deve capire se l’aritmia nasce in un cuore strutturalmente normale oppure se è associata a un’alterazione del miocardio.

La Cardio RM non serve a “registrare” l’aritmia: per questo esistono ECG di base e monitoraggio Holter. Il suo valore è un altro: studiare il muscolo cardiaco, valutare la funzione dei ventricoli e riconoscere eventuali aree di fibrosi, cicatrice, infiammazione o alterazioni compatibili con una cardiomiopatia.

Indice dei contenuti

Cosa sono le aritmie cardiache

Le aritmie sono alterazioni del ritmo cardiaco. Possono manifestarsi con palpitazioni, battiti irregolari, tachicardia, sensazione di “cuore in gola”, pause del battito, affanno, stanchezza o, nei casi più importanti, sensazione di svenimento o vera e propria perdita di conoscenza.

In molti casi sono disturbi benigni o legati a fattori transitori, come stress, febbre, anemia, alterazioni tiroidee, abuso di caffeina, disturbi digestivi o squilibri elettrolitici. In altri casi, invece, possono essere associate a una malattia del muscolo cardiaco che richiedono inquadramenti e trattamenti specifici.

Per questo l’obiettivo non è eseguire una risonanza magnetica cardiaca a tutti i pazienti con palpitazioni, ma riconoscere i casi in cui l’aritmia può essere il segnale di una patologia sottostante.

Quando un’aritmia richiede un approfondimento

Il percorso inizia di solito con visita cardiologica, elettrocardiogramma, Holter 24 ore e, spesso, ecocardiogramma. Questi esami permettono di capire che tipo di aritmia è presente, quanto è frequente e se si associa ad alterazioni evidenti della struttura e della funzione cardiaca.

La risonanza magnetica cardiaca può essere presa in considerazione quando emergono elementi che richiedono una valutazione più profonda del cuore.

Può essere utile in presenza di:

  • aritmie ventricolari maggiori;
  • extrasistoli ventricolari cosiddette complesse;
  • tachicardie o palpitazioni non spiegate;
  • episodi di sincope o quasi sincope;
  • alterazioni dell’ECG non chiarite;
  • ecocardiogramma dubbio o non conclusivo;
  • sospetta o nota cardiomiopatia;
  • sospetta miocardite o esiti di miocardite;
  • familiarità per cardiomiopatie o morte improvvisa;
  • riduzione della funzione cardiaca associata ad aritmie.

Cosa aggiunge la Cardio RM nelle aritmie

Il ruolo della Cardio RM in soggetti con aritmie è capire se può essere presente un possibile substrato anatomico o tissutale come responsabile di quell’anomalia del ritmo cardiaco. In altre parole: il cuore è strutturalmente normale oppure presenta alterazioni che possono rendere quell’aritmia più significativa?

In particolare, la risonanza magnetica cardiaca può aiutare a valutare:

  • funzione del ventricolo sinistro e del ventricolo destro;
  • eventuali aree di cicatrice o fibrosi;
  • segni di infiammazione del miocardio;
  • alterazioni compatibili con cardiomiopatia;
  • coinvolgimento del ventricolo destro;
  • anomalie cardiache non evidenti o non ben caratterizzabili all’ecocardiogramma.

Con il mezzo di contrasto, la Cardio RM può rendere dimostabili aree di fibrosi o cicatrice del muscolo cardiaco. La distribuzione di queste alterazioni può aiutare il cardiologo a capire se il danno è compatibile con un infarto, una cardiomiopatia, una miocardite o un’altra malattia del miocardio.

Aritmie e cardiomiopatie

In alcuni pazienti le aritmie possono essere il primo segnale di una cardiomiopatia. Questo può accadere, ad esempio, in presenza di extrasistoli ventricolari complesse, tachicardie ventricolari, episodi di sincope, familiarità per morte improvvisa o alterazioni dell’ecocardiogramma.

In questi casi la Cardio RM può aiutare a valutare se le camere cardiache presentano dilatazione, ispessimento delle pareti, fibrosi, infiammazione o altri segni compatibili con una cardiomiopatia.

Il punto è capire se l’aritmia è isolata oppure se si inserisce in una malattia del muscolo cardiaco.

Aritmie e miocardite

Anche la miocardite può presentarsi con aritmie. In alcuni pazienti l’infiammazione del muscolo cardiaco si manifesta con dolore toracico o affanno; in altri con palpitazioni, extrasistoli, accelerazioni o marcati rallentamenti del battito cardiaco.

La risonanza magnetica cardiaca può essere indicata quando il cardiologo sospetta che l’aritmia sia collegata a un’infiammazione recente o pregressa del miocardio. In questi casi la Cardio RM può aiutare a riconoscere edema, infiammazione, fibrosi o esiti cicatriziali.

La distinzione è importante: un’infiammazione attiva non ha lo stesso significato di una cicatrice stabilizzata. Il risultato dell’esame deve quindi essere interpretato insieme a sintomi, ECG, Holter, esami del sangue e storia clinica.

Fibrosi, cicatrici e rischio aritmico

Nel paziente con aritmie, la presenza di fibrosi o cicatrici del miocardio può essere importante perché queste aree possono alterare il normale passaggio degli impulsi elettrici nel cuore e contribuire alla comparsa di disturbi del ritmo anche del tipo più pericoloso.

Per questo, in alcuni contesti, la presenza e la distribuzione della fibrosi possono aiutare il cardiologo a interpretare meglio il significato dell’aritmia.

Questo non significa che ogni cicatrice sia automaticamente pericolosa. Il rischio va sempre valutato insieme a sintomi, tipo di aritmia, funzione ventricolare, ECG, Holter, familiarità e storia clinica.

Il percorso del paziente

Il paziente con palpitazioni, extrasistoli o tachicardia non deve partire direttamente dalla risonanza magnetica cardiaca. Il primo passaggio è la valutazione cardiologica.

Di solito il percorso comprende:

  • visita cardiologica;
  • elettrocardiogramma;
  • Holter ECG;
  • ecocardiogramma;
  • eventuali esami del sangue;
  • Cardio RM solo quando serve studiare meglio la funzione e le caratteristiche del muscolo cardiaco.

La risonanza magnetica cardiaca entra nel percorso quando il cardiologo rileva elementi che richiedono un approfondimento: aritmie ventricolari complesse, alterazioni non spiegate, sospetto di cardiomiopatia, possibile miocardite, sintomi rilevanti, funzione cardiaca ridotta o familiarità significativa.

In caso di dolore toracico acuto, svenimento, tachicardia persistente, affanno importante o peggioramento rapido delle condizioni generali, il percorso corretto non è la prenotazione diretta della Cardio RM, ma una valutazione cardiologica urgente.

Quando prenotare una Cardio RM

Può essere utile prenotare una risonanza magnetica cardiaca nelle aritmie quando esiste una richiesta cardiologica mirata e l’esame deve rispondere a un quesito preciso.

Le domande più frequenti sono:

  • il cuore è strutturalmente normale?
  • ci sono segni di cardiomiopatia?
  • sono presenti fibrosi o cicatrici?
  • ci sono esiti di miocardite?
  • il ventricolo destro è coinvolto?
  • l’aritmia ha un possibile substrato nel muscolo cardiaco?

Quando l’esame è indicato e prescritto dal proprio cardiologo, Cardiorisonanza.it permette di richiedere una valutazione preliminare e prenotare la Cardio RM presso gli specialisti del Clinical CMR Lab Network.

FAQ – Domande frequenti

La risonanza magnetica cardiaca serve per tutte le aritmie?

No. Non tutte le aritmie richiedono una Cardio RM. L’esame è utile quando il cardiologo sospetta che l’aritmia possa essere collegata a una cardiomiopatia, una miocardite, fibrosi, cicatrici o altre alterazioni del muscolo cardiaco.

La Cardio RM vede le aritmie?

No. La Cardio RM non registra il ritmo come un ECG o un Holter. Serve a studiare il cuore dal punto di vista strutturale, funzionale e tissutale, per capire se esistono alterazioni che possono spiegare o rendere più rilevante l’aritmia.

Quando le extrasistoli richiedono una risonanza magnetica cardiaca?

Può essere indicata quando le extrasistoli sono frequenti, complesse, ventricolari, associate a sintomi importanti o a dubbi su ecocardiogramma, ECG, Holter o storia clinica. La decisione spetta sempre al cardiologo.

La Cardio RM è utile se si sospetta una miocardite?

Sì. Se l’aritmia compare in un contesto compatibile con miocardite o dopo un episodio sospetto, la Cardio RM può aiutare a valutare infiammazione, edema, fibrosi o esiti cicatriziali del miocardio.

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Fonti bibliografiche

The Role of Cardiovascular Magnetic Resonance Imaging in Patients with Cardiac Arrhythmias- PubMed