Caso clinico: pericardite costrittiva valutata con risonanza magnetica cardiaca

La risonanza magnetica cardiaca (Cardiac Magnetic Resonance – CMR) rappresenta oggi uno degli strumenti diagnostici più avanzati nello studio delle patologie del pericardio e delle condizioni che possono comportare un coinvolgimento pericardico.

Oltre a fornire immagini dettagliate delle strutture cardiache, compreso il pericardio, questo esame consente di ottenere informazioni fondamentali per orientare le decisioni terapeutiche e la gestione clinica del paziente.

In particolare, nelle situazioni in cui si sospetta una pericardite costrittiva, la CMR può aiutare a distinguere tra forme attive e potenzialmente reversibili e condizioni croniche che spesso richiedono approcci terapeutici di tipo chirurgico.

Di seguito un caso clinico che mostra come la risonanza magnetica cardiaca possa guidare in modo concreto le scelte terapeutiche.

Caso clinico

La capacità della CMR di guidare la gestione clinica: quando l’involucro è più importante del contenuto.

Un uomo di 30 anni originario del Gambia, con una precedente storia di tubercolosi polmonare, viene ricoverato con scompenso cardiaco a frazione di eiezione moderatamente ridotta (HFmrEF) e sintomi significativi (classe NYHA III).

Risonanza-magnetica-cardiaca-e-pericardite-costrittiva-caso-clinico

All’ecocardiogramma transtoracico (TTE) emerge il sospetto di una possibile costrizione pericardica.

La risonanza magnetica cardiaca (CMR) evidenzia una marcata interdipendenza ventricolare nelle sequenze cine real-time, associata a un marcato e diffuso late gadolinium enhancement (LGE) del pericardio, quadro compatibile con pericardite costrittiva attiva.

Sulla base dei risultati della CMR viene impostata una terapia ottimizzata per lo scompenso cardiaco, associata a corticosteroidi. Il paziente mostra nel tempo un miglioramento clinico progressivo e significativo.

Al controllo con CMR dopo 9 mesi, l’esame documenta la risoluzione della fisiologia costrittiva, con spessore pericardico normale e assenza/minimo enhancement pericardico.

Il valore della CMR nella gestione delle patologie del pericardio

Questo caso dimostra come la risonanza magnetica al cuore è in grado di trasformare l’imaging del pericardio in uno strumento utile per orientare concretamente le strategie terapeutiche.

Attraverso la valutazione della fisiologia cardiaca, dell’infiammazione pericardica e delle alterazioni strutturali, la CMR permette infatti di identificare condizioni potenzialmente reversibili e di monitorare nel tempo la risposta al trattamento.

In questo modo, l’imaging non rappresenta solo un supporto diagnostico, ma diventa parte integrante della strategia clinica e della gestione personalizzata del paziente.

Fonti Bibliografiche

Clinical Value and Prognostic Impact of Pericardial Involvement in Acute Myocarditis – Di Bella G, Imazio M, Bogaert J, Pizzino F, Camastra G, Monti L, Dellegrottaglie S, Donato R, Moro C, Pepe A, Lanzillo C, Pontone G, Marra MP, Fusco A, Scatteia A, Pingitore A, Aquaro GD. Clinical Value and Prognostic Impact of Pericardial Involvement in Acute Myocarditis. Circ Cardiovasc Imaging. 2019 Feb;12(2):e008504. doi: 10.1161/CIRCIMAGING.118.008504. PMID: 30755055.